Qualche spunto di riflessione, ancora sui temi caldi della famiglia.
Proprio da un punto di vista cristiano, infatti, le ragioni che hanno ispirato la manifestazione di sabato 12 maggio scorso sembrano poggiare su piedi d’argilla.
Gesù scende in terra come punto di rottura dell’ordine costituito. Il suo credo e le sue predicazioni sono innovativi in quanto superano, appunto, le vecchie tradizioni della famiglia patriarcale e propongono, invece, la supremazia dell’amore e della grazia divina. Viene comodo citare San Matteo e il suo Vangelo: “Ecco mia madre ed ecco i miei fratelli; perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, questi è per me fratello, sorella e madre".
Il pensiero di Gesù è improntato ad un’etica radicale; in diversi passi del Vangelo, lo strutturarsi delle sue argomentazioni assume sempre la forma: “Vi è stato detto…. Io vi dico”. Con lui si compie la rivoluzione copernicana dell’ordine naturale, ben sintetizzata dalla frase “Il sabato è fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato”.
Cioè a dire, la grazia ispira le relazioni umane e crea le istituzioni.
E non viceversa.
Sinceramente, non è anticlericalismo evidenziare le contraddizioni del Catechismo cattolico o, quanto meno, ricordarne le origini: il dogma imperante si fonda, infatti, su un compromesso tra l’imperatore Costantino e le prime comunità più che sul pensiero originario di Gesù.
Dal comunitarismo dei primi gruppi si passa all’istituzionalizzazione della Chiesa che si estrinseca nella catechesi del matrimonio. Letteralmente, dal Compendio, “l´unione matrimoniale dell´uomo e della donna, fondata e strutturata con leggi proprie dal Creatore, per sua natura è ordinata alla comunione e al bene dei coniugi e alla generazione ed educazione dei figli”.
Quest’ultimo punto mostra il fine ultimo dell’unione matrimoniale cattolica: la procreazione e generazione dei figli. Al di fuori di questo schema, non è possibile ammettere forme riconosciute di relazione.
Per cui, la domanda è questa: che dire di Maria e Giuseppe, ‘Sacra Unione di Fatto'? In tutta la sua evidenza, proprio il riconoscimento di Gesù da parte del vecchio falegname costituisce una violazione dei dettati del Compendio del Catechismo.
Più che di anticlericalismo, si dovrebbe parlare di serena analisi e revisione dei testi, come molti teologi coraggiosi fanno quotidianamente.
Per evitare che gli stessi che cantano le lodi del Salvatore si trasformino piuttosto in benpensanti indifferenti che non aprono le porte della loro locanda alla Donna gravida di un Figlio non frutto del seme del marito.
