lunedì, 31 agosto 2009
Ieri sera un disagio non nuovo, per lo più manifestatosi in passato di fronte alla scelta dei gusti di un gelato. Il menu apparentemente innocuo di una pizzeria mostrava addirittura 100 opzioni diverse. Ho cominciato a scorrere la carta senza leggerla, smarrito dietro a tentativi inutili di salame piccante. Rucola e speck? Taleggio e pomodorini freschi? Ricotta salsa tartara e trevigiana? Di fronte al cameriere querulo, la password del disagio se ne è uscita improvvisa: "Prendo la 73" Direttamente a Linate: a volte anche solo l'idea di un volo è un'uscita di sicurezza.
postato da: sgsondrio alle ore 11:45 | Permalink | commenti (2)
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lunedì, 31 agosto 2009

Ieri sera un disagio non nuovo, per lo più manifestatosi in passato di fronte alla scelta dei gusti di un gelato. Il menu apparentemente innocuo di una pizzeria mostrava addirittura 100 opzioni diverse. Ho cominciato a scorrere la carta senza leggerla, smarrito dietro a tentativi inutili di salame piccante. Rucola e speck? Taleggio e pomodorini freschi? Ricotta salsa tartara e trevigiana? Di fronte al cameriere querulo, la password del disagio se ne è uscita improvvisa:

"Prendo la 73"

Direttamente a Linate: a volte anche solo l'idea di un volo è un'uscita di sicurezza.

postato da: sgsondrio alle ore 11:44 | Permalink | commenti
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venerdì, 28 agosto 2009
Mi fa un po' specie tornare su questo diario fatto d'etere e di velocità, dopo tanto tempo. E al termine di una settimana lunga come un gomitolo attorcigliato. Sono tante e sono poche le sensazioni accumulate, ma è meglio tornare con un'impressione viva. Ieri sera ero davanti al cielo di via Paolo Sarpi, da una finestra che, a dire il vero, dà su un panorama niente affatto da ricordare. Finita una telefonata importante, mi sono appiccicato ad un'ipotesi di Sirio, troppo coperta dal riverbero delle luci di strada. Alcuni bimbi cinesi giocavano ad Under 11 in strada. E io mi sono stranito così, a guardare il cielo che diventava scuro con una gradevole certezza. Senza pensarci, mi sono trovato a svuotarmi di buio. Così. Una flebo alle stelle. Preoccupazioni vicine da disperdere a qualche milione d'anni luce da te. Nell'illusione cosmica di non sentirsi troppo solo con la propria malinconia.
postato da: sgsondrio alle ore 11:03 | Permalink | commenti (2)
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