venerdì, 30 novembre 2007

La gioiosa malinconia di chi gioca d'azzardo. Stato di confusione indefinita in cui vorresti importi al futuro. E la vaghezza che intravedi è una forma abbozzata di realtà.

La realtà si fa, appunto, sperandola?

Certamente, NON SOLO. Eppure certo, MA ANCHE.

Rischiare per crederci. Crederci per rischiare.

Bisogna tirare il dado perchè sia TRATTO.

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giovedì, 29 novembre 2007

Ei fu. Siccome immobile,
dato il mortal sospiro,

io gliel’avevo detto

che non era un capogiro.

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Nè più mai toccherò le sacre sponde

Ove il mio corpo fanciulleto giacque

Soprattutto se a Provera frega niente

Di leggi e moratorie sulle acque.

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governatore provincia Keren

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giovedì, 29 novembre 2007

Oggi secondo incontro con il mondo della medicina francese. Dall'inizio della settimana, un fastidioso catarro mi blocca il petto rendendo faticoso il respiro. Tentando la traduzione letterale dall'italiano, ho azzardato un "Je voudrais une médicine pour eliminér le catarh".

La farmacista, di chiare origini asiatiche, deve essersi chiesta che cosa mai avessi contro il Qatar, producendosi in uno sguardo ostile ed interrogativo. Dopo molti tentennamenti, siamo giunti al compromesso storico: probabilmente avevo bisogno di qualcosa per evacuér.

Il problema è che la tizia mi ha suggerito delle pasticche che riguardavano un'evacuazione non esattamente espettorale: con sommo imbarazzo, ho tentato di mimare che avevo bisogno di qualcosa per l'espettorazione.

Mentre, assolutamente desolée, mi porgeva una scatola di compresse contro il vomito, ho cominciato a tossire come un bufalo costipato. La seconda farmacista, unitasi alla compagnia, si è prodotta in una meravigliosa tosse asinina, per facilitare all'amica la comprensione della mia patologia.

Finalmente, dopo il secondo movimento di Concerto per archi e tossisti, ho ottenuto il sospirato sciroppo: MUCICLAR.

Il catarro in Francia si scioglie per esaurimento.

 

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martedì, 27 novembre 2007

Perchè se io mi nutro e tu ti nutri, Frank Sinatra? Un belga mi faceva questa domanda nel mangiare una fetta di Saint Honoré, con quella curiosa cadenza nel pronunciare la C che ha reso celebre la sua città nel mondo: la famosa C liegina sulla torta. Nel viaggiare tra gli scheletri dei miei armadi, dagli Appendini alle Ante, tiro fuori l'epitaffio di una celebre tomba di Sant'Elena: "Qui giace il corpo del generale Napoleone, non tutto ma Bonaparte".

E me ne vado sul lungo Senna, sul Pont Neuf, dove una nave carica di yo-yo è stata vista affondare 12 volte.

Marx, Groucho

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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lunedì, 26 novembre 2007

Ci sono dei momenti in cui serve la benzina anche per le parole e i libri sono il miglior carburante eco-sostenibile.

Bisogna affrontare questo dicembre col giusto piglio: come quando, la mattina, svogliati indossiamo il nostro Ipod e lanciamo la  playlist che ci sta meglio addosso, qual è la chiave giusta per attaccare il pezzo?

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Io comincio da Pennac: l'altro giorno, durante la greve, passeggiavo per Parigi distratto ed incazzato. Nella vetrina di un'innocua libreria ho scoperto Chagrin d'ecole, La tristezza della scuola. Una sorta di autobiografia che regala sogni ed ironia per gustarsi la vita anche in mezzo a mille sofferenze.

Poi, recupero dal fondo dello zaino il regalo di un caro amico, Una solitudine troppo rumorosa di Hrabal. Per imparare a dosare le parole, a centellinare i battiti della propria tastiera come un cuore pulsante e vivo.

Vivrò l'attesa del Natale, ancora, con la gioia di un nuovo Benni. Non lo so, credo sia la magia della letteratura: nei momenti in cui più ne hai bisogno il tuo scrittore preferito se ne esce con una nuova raccolta di racconti. Sarà per questo che è il mio preferito? Rimarrò piacevolmente a domandarmelo mentre mi gusto famelico l'epigrafe delle prime pagine de La grammatica di Dio:

Tra gli dei che gli uomini inventarono il più generoso è quello che unendo molte solitudini ne fa un giorno di allegria.

Infine il mio Oscar della Lamarque, per prendere con la dovuta follia la serietà della vita:

Per essere felice

Senza disturbare

Al Suo numero leggermente sbagliato

Devo telefonare

 

C'è un dicembre da attaccare in do maggiore, senza accidenti, trovando le parole giuste per radunare i miei silenzi.

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lunedì, 26 novembre 2007

Non è museo d'Orsù, ma questo post propone l'idea dell' Expand your mind per rappresentare  il limitato spazio vitale in cui mi trovo a vivere. L'ho già detto e scritto più volte: 17 metri quadri, a volte, sono proprio pochi. Soprattutto quando torni alle due di notte a casa, dopo che bloccano la RER senza motivo e hai passato un weekend decisamente stressante.

Tanto vale ingegnarsi con tutte le arti di questo mondo per sognare un po'...

ARTI FIGURATIVE

magritte

MUSICA

  

CUCINA

Le stelle di pandoro con salsa di zabaione sono una ricetta originale per rendere il momento del pandoro una piacevole sorpresa natalizia. Per la preparazione dello zabaione, lavorate i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere un composto cremoso e soffice; aggiungete  il marsala e continuate a mescolare.
Mettete il composto ottenuto a scaldare per qualche minuto a bagnomaria, fino al raggiungimento del bollore e mantenetelo al caldo ma senza farlo bollire. Nel frattempo, in un pentolino spezzettate il  cioccolato fondente e fatelo sciogliere a bagnomaria. Una volta liquefatto, aggiungete anche la  panna mescolando il tutto per bene finchè la salsa sia amalgamata a puntino. Quindi, tritate le mandorle grossolanamente o finemente, secondo i vostri gusti, e mettetele da parte. A questo punto, quando sarà pronto tutto, tagliate il pandoro a fette in senso orizzontale in modo da ottenere tante stelle. Mettete ogni stella in un piatto da portata e versateci sopra una parte di zabaione caldo che andrete a decorare con il cioccolato fuso e le mandorle tritate. Per completare la ricetta, ricordatevi una spolverata di zucchero a velo…ora avete il cielo nei vostri piatti!

SCRITTURA

Vorrei ricreare quell’albero là

Senza soluzione di continuità

 

Liberare l’altrove, incorniciandolo

Trovare dei sogni il famoso bandolo

 

Perché la mia casa è petite, ma in fondo

È grande abbastanza se abito il mondo.

 

E ora buona notte e sogni d'oro a tutti

postato da: sgsondrio alle ore 01:09 | Permalink | commenti (2)
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sabato, 24 novembre 2007

Ieri notte ho fatto un sogno.

Su un deserto scoraggiante, una gigantesca clessidra scandiva il tempo, sospesa in aria. E i granelli bianchi costruivano il terreno su cui camminavo. Avevo uno strano, sfrenato desiderio di diamanti.

Davanti a me, improvvisa, la figura del presidente Kennedy

foto kennedy_02

"Presidente, quale onore!" dicevo con emozione "Tutti, in Italia, parlano di partito nuovo a sinistra, di processo unico e originale. Alla fine, però, il mitico Uolter non ha mai nascosto la stima nei suoi confronti; il nome del partito, del resto, fa pensare immediatamente agli States; e, inoltre, tutto questo insistere sui sogni. Insomma, io credo che lei incarni, meglio di chiunque altro, la bontà dell'idea, per cui..." aggiustavo la voce "la prego di illuminarmi: qual è la vera anima del partito democratico?"

"Matrice socialista

All’occorrenza;

coca cola e vodka,

per ogni evenienza;

due ave ed un padre,

per penitenza."

 

"Ma presidente" dicevo io "Perchè mi parla in rima?"

 

"Perché sempre occorre, ognun lo sa

Truccare il nulla di verità."

 

"Sì, tanti auguri... Lei dice parole pesanti, che mi feriscono" poi prendevo coraggio "In fondo, presidente, lei è il simbolo più perfetto del riformismo"

 

"Contar le primavere al Palazzo d’Inverno

Perché il paradiso che vien dopo l’inferno

È solo un buon esempio di alternanza di governo."

 

 "Ah, è questa la sua definizione? Interessante. No, io mi riferivo piuttosto al fatto che lei è proprio una metafora riuscitissima.

La realtà è solo un cumulo di compromessi e l'unico modo che abbiamo per accettarla è ucciderla, mitizzandola nel beneficio del dubbio.

Io non faccio parte di questo gioco; io non mi riconosco nello schema. Io" gonfiando il petto con orgoglio "...sono più puro di così".

 

Puro?” diceva John Fitzgerald sussurrandomi all’orecchio

e vidi la mia immagine riflessa nello specchio

 

MarilynMonroe

 

 

 

 
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venerdì, 23 novembre 2007

Per chiunque avesse la possibilità, a Roma al Linux Club, da non perdere la festa della rivista online Novamag.

flyer-fronte

Su www.novamag.it il programma dettagliato.

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mercoledì, 21 novembre 2007

Inizia oggi la corrispondenza

Di due piccoli amici

Due pozzi di scienza

Che si interrogano sul più e sul meno

Sempre divisi dal fiume Reno.

Uno sta nella vecchia Lutezia

L’altro vive vicino alla Svezia

Si incontreranno al verso nove?

Senz’altro sì e senz’altro altrove.

Caro Jupo,

 

mi chiamo Simplet pur avendo una vita di complessi. Dove sei, ora? E quando?

Mi assilla pensare al tempo. E a te?

Perchè è nel tempo libero che mi sento più costretto?

La durata delle cose, misurata a periodi, specialmente secondo il corso apparente del Sole.

Ma che cosa vuol dire? Io il Sole lo vedo raramente: a Parigi il cielo è spesso un silenziosissimo rumore bianco.

Un bicchiere di latte che non si guasta mai.

E poi il Sole è troppo immobile nella sua velocità.

Ti ho già detto che sono complessato: come può pensare, un nanetto, di misurarsi e misurare con il Sole?

Il tempo per un nano è più breve?

Mi fa male la testa, ma lo avverto più nello spazio questo dolore.

Non riesco a dargli una durata.

Ecco, io duro? Nella città di Bergson faccio fatica a rispondere.

Il tempo che fa? Rotola, striscia, prosegue in linea retta, curva, si ferma, vola?

Alla finestra guardo il consumarsi del mondo che ha perso tutto e ha qualcosa più di ieri.

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Più vivo e un po’ più morto, cerco di trovare la mia dimensione.

Ma come posso parlare di tempo che si dilata o restringe? Come posso alludere alle superstringhe, quando potrei benissimo perdermi nelle mie scarpe?

Sul tapis roulant, controcorrente, per non sentire il fluire della gente.

No, caro Jupo, non è il mio tempo forse.

Il tempo per me è una confusa ricerca di originalità e di scappatoie: scrivere è scavare una tana dove decidere una diversa durata.

Ovattata dal mondo, lontana. E la memoria cos’è?

Qualcuno che prende appunti tra i miei pensieri, in tutta fretta?

Scrivere e ricordare, scrivere e durare.

Tempi tecnici di smarrimento.

Tempi tecnici di ritrovamento.

La Recherche? Che ne pensi? Non credi che Proust, alla fine, non abbia raccontato nulla? Non ha forse scritto la storia di come una storia può essere scritta, l’idea di un libro che deve essere realizzato quando si finisce?

Diamo tempo al tempo.

Non stiamo solo cercando la misura del nostro respiro?

La scrittura col battito regolare in un elettroscriptogramma felice.

Prognosi narrativa da sciogliersi in dieci righe.

I pedali che girano armonicamente, la dannata paura di non riuscire a fare qualcosa di nuovo.

È un tormento aerobico, la vita. E la scrittura un inseguimento invano.

Originalità.

Cos’è, poi, l’originalità? È cercare con convinzione di ribadire le proprie origini. Tornare sui propri passi, riconoscendoli.

La vera novità è ripetersi.

Solo così la scrittura non sarà corta come il respiro di un nano, ma vento che rilassa.

E il cerchio si chiude, finalmente aprendosi:è l’eterno ritorno. Perchè l'otium dell'ammazzare il tempo è l'unico antidoto ai tempi morti.

La risposta di Jupo, compatibilmente al tempo, su Oblò Finlandese

 

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mercoledì, 21 novembre 2007

Noi, primi cristiani delle comunità di Efeso ed Antiochia, consideriamo piuttosto antiecumenica la scelta di Pietro come guida spirituale della nascente Chiesa, avvenuta durante una cena che ha visto partecipare soltanto 13 persone, e per giunta senza vera consultazione ma con l’imposizione di fatto autoritaria del Nostro comunque Amatissimo Leader.

 

Riteniamo più giusto proseguire su un cammino condiviso e che includa la comunità di cristiani sparsa ovunque, su tutto il globo terracqueo fino ad oggi conosciuto, per giungere alla salvezza universale.

 

Per questi motivi, individuiamo nello Spirito Santo una Figura Sufficientemente Transitoria che rappresenti Dio in Terra ma che abbia anche il più democratico contenuto di Vaghezza.necessario a garantire il metodo.

 

In ogni caso, ci auguriamo che si possa individuare insieme una comune soluzione, senza disdegnare l’ipotesi di trovare collegialmente un altro Dio da venerare e che Risponda ai requisiti di Onnipotenza ed Ubiquità, tradizionalmente richiesti a chi ambisca al titolo di creatore del mondo.

 

Pace ai fratelli, e carità e fede da parte di Dio Padre e del Signore Gesù Cristo. La grazia sia con tutti quelli che amano il Signore nostro Gesù Cristo, con amore incorruttibile

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