Stamattina, appena svegliatomi, ho trovato sulla Tv francese una puntata dei Cavalieri dello Zodiaco: l'imperdibile ultima serie di Ade.
Quanti ricordi! Chi, tra i maschietti che mi leggono, non ha sognato nella sua infanzia di difendere Atena contro le ingiustizie, per il trionfo del Bene e dell'Amicizia? Adoravo quel curioso misto di confucianesimo e idolatria pagana.
E, ovviamente, avevo il mio preferito: Sirio il Dragone. Sarà stato per la sua chioma fluente, che potevo soltanto sognare... Sarà stato perchè aveva Yoda travestito da bonzo, come maestro. Fatto sta che la leggendaria battaglia, nella quarta casa di Cancer, lo ha definitivamente consacrato ai miei occhi come imbattibile eroe.
Così, da piccino, come tutti i miei coetanei, aspettavo per regalo di compleanno proprio Dragone, nello splendore della sua armatura Mattel.
Quale non fu, dunque, la mia sorpresa, quando mi trovai di fronte ad Andromeda.

Andromeda era il più debole del gruppo, quello che si faceva sempre aiutare dal fratellino Phoenix. Di dubbia sessualità, in ogni serie finiva sempre con lo scontrarsi con personaggi piuttosto ambigui: Pesci che lo attende con una rosa in bocca (episodi dei Cavalieri d'Oro); Mime che intona la lira con fare mellifluo (saga di Asgaard); Scilla, definitiva consacrazione dell'ermafroditismo, contro i Cavalieri di Nettuno.
Andromeda che, come arma, aveva delle masochistiche catene, che sventolava come borsette contro ogni avversario. Andromeda che, al colmo della rabbia, non sapeva altro che raccogliersi in un imbronciato rossore e prodursi nella devastante Nebulosa.

Misi il giocattolo nella sua scatola, che deve ancora giacere da qualche parte in solaio, e decidendo che non ero tagliato per fare il cavaliere, cominciai ad appassionarmi ad un altro cartone.
Davano Lady Oscar...








