domenica, 30 settembre 2007

Stamattina, appena svegliatomi, ho trovato sulla Tv francese una puntata dei Cavalieri dello Zodiaco: l'imperdibile ultima serie di Ade.

Quanti ricordi! Chi, tra i maschietti che mi leggono, non ha sognato nella sua infanzia di difendere Atena contro le ingiustizie, per il trionfo del Bene e dell'Amicizia? Adoravo quel curioso misto di confucianesimo e idolatria pagana.

E, ovviamente, avevo il mio preferito: Sirio il Dragone. Sarà stato per la sua chioma fluente, che potevo soltanto sognare...  Sarà stato perchè aveva Yoda travestito da bonzo, come maestro. Fatto sta che la leggendaria battaglia, nella quarta casa di Cancer, lo ha definitivamente consacrato ai miei occhi come imbattibile eroe.

Così, da piccino, come tutti i miei coetanei, aspettavo per regalo di compleanno proprio Dragone, nello splendore della sua armatura Mattel.

Quale non fu, dunque, la mia sorpresa, quando mi trovai di fronte ad Andromeda.

cavalieri_zodiaco_andromeda_shun_im

Andromeda era il più debole del gruppo, quello che si faceva sempre aiutare dal fratellino Phoenix. Di dubbia sessualità, in ogni serie finiva sempre con lo scontrarsi con personaggi piuttosto ambigui: Pesci che lo attende con una rosa in bocca (episodi dei Cavalieri d'Oro); Mime che intona la lira con fare mellifluo (saga di Asgaard); Scilla, definitiva consacrazione dell'ermafroditismo, contro i Cavalieri di Nettuno.

Andromeda che, come arma, aveva delle masochistiche catene, che sventolava come borsette contro ogni avversario. Andromeda che, al colmo della rabbia, non sapeva altro che raccogliersi in un imbronciato rossore e prodursi nella devastante Nebulosa.

andromeda800

Misi il giocattolo nella sua scatola, che deve ancora giacere da qualche parte in solaio, e decidendo che non ero tagliato per fare il cavaliere, cominciai ad appassionarmi ad un altro cartone.

Davano Lady Oscar...

 

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sabato, 29 settembre 2007

febbre

 

Dal farmacista:

"Parlez vous un peu l'anglais?"

"Yes, sir"

FInalmente, gongolo di gioia dentro: "Do you have something for the sore throat?"

"For what?"

Indico il gargarozzo e tossisco.

"Oh, mais oui!  Le maux de gorge!"  l'omino in camice bianco prende da uno scaffale uno spray e me lo porge:

"This..." mima l'atto di utilizzarlo "bzz bzz two fois a day"

Mentre esco ammirato dalla farmacia, rifletto sulla fonetica anglosassone: BZZZZ BZZZZ???

Doveva essere di Oxford.

 

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giovedì, 27 settembre 2007

In questi giorni, un po’ blue a dire il vero, ho passeggiato molto per Parigi affezionandomi alla malinconia: piove da lunedì e fa freddo.

Le foglie volano su per il cielo e i tram scappano via, intirizziti.

Quando succede così, cerco sempre di rifugiarmi in libreria: ne ho trovata una gigantesca e silenziosa a Saint Michel, su consiglio di un amico.

Il mio primo libro francese è un piccolo capolavoro di ironia e sostenibilità: Petit traitè de velosophie è un saggio di Didier Tronchet, giornalista parigino.

E’ il manifesto gioioso dei ciclosofi, per l’appunto.

Tronchet ha abbandonato l’automobile, a Parigi, e si muove solo con la velò disegnando curve fatte di sogni e incantando, pagina dopo pagina, ogni lettore.

Voglio ripercorrere, ora che ne ho la possibilità, gli itinerari di Didier: raccontarli serenamente su questo blog.

Poco importa se fa freddo e c’è vento: chi ama la bicicletta resiste anche alle intemperie.

La bicicletta è democrazia della vivibilità: quando freni al semaforo e accanto a te c’è un altro ciclista, provi istintivamente un moto di simpatia e, spesso, gli sorridi.

Quando ti fermi al semaforo dentro una Smart e, accanto a te, c’è un SUV che romba vendetta, la musica dell’mp3 è troppo alta, squilla il telefonino e… I pensieri sono troppo costretti dentro le lamiere per dispiegarsi in tutta la loro libertà.

Io adoro la bicicletta. E adoro scrivere.

In fondo sono due cose molto simili: quando ti prende la crisi, non c’è verso di continuare. La fatica che ti aggredisce al polpaccio è la stessa di quando pedali un racconto e scorgi, in lontananza, i passi salienti; che prima o poi dovrai scalare.

Scrivere e pedalare sono esperienze di solitudine, ma di solitudine che mira alla socialità.

Alla comunicazione.

E quando la ruota smette di girare e appoggi il piede a terra, anche lo scrittore appoggia la penna sul foglio.

E sogna.

 

Parigi ha 11 milioni di abitanti, considerando l’interland.

 

medium_velib

E la Mairie (la municipalità), due mesi fa, ha lanciato il Velib: biciclette comunali sparse per tutta la città. Le puoi usare gratuitamente per mezz’ora, ma anche di più pagando pochi euro. Prendi una bicicletta a Chatelet e la parcheggi in zona torre Eiffel, per montare su un’altra e ripartire.

Velib ha un grande successo: nelle varie isole si fa sempre fatica a trovare una velò libera, tanto che il Comune sta pensando di potenziare il servizio.

E poi Parigi ha immensi viali, con kilometri e kilometri di piste ciclabili.

 

Che meraviglia ciclosofare mentre il vento ti sbatte in faccia: a Sondrio perchè non si fa una cosa del genere?

L’avevo proposto, nel 2003, durante la campagna elettorale.

L’idea era stata battezzata e sepolta come irrealizzabile.

In effetti, organizzare un servizio per un Comune di 20000 anime deve presentare costi esorbitanti rispetto a quelli, senz’altro contenuti, di una metropoli europea...

 

Ora ripropongo l’idea e la riproporrò all’interno del Partito Democratico: chissà se verrà presa in consinderazione o se, in ragione della sintesi e della necessaria prudenza riformista, in Valtellina aspetteremo che la prima neve ci ricopra.

 

Ora vi lascio.

Le nuvole si diradano all’orizzonte: il colle é quasi domato. Inizierà presto una discesa d’inchiostro, a metà strada tra il volo e una corsa sull’acqua.

Con la voglia di andare in fuga ma anche di arrivare in gruppo. Insieme.

bici_2 

 

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giovedì, 20 settembre 2007

Ci sono miti e leggende che, fortunatamente, resistono anche alla dura legge della realtà.

Parigi è una città col profumo di baguette. Continuamente, infatti, si incontrano per la strada persone con il mitico sfilatino sotto il braccio, avvolto semplicemente in un foglio di carta: studenti pensierosi, donne manager in tailleur e scarpe da tennis, vecchine con l'andatura militaresca e giovani in tenuta da jogging e Ipod all'orecchio.

Come un bambino in fasce, la vedi spuntare dallo zaino del tuo vicino di casa. E gli sorridi.

E vi riconoscete.

Allora è un attimo correre con la fantasia; lasciarsi andare all'improbabile sogno di una staffetta infinita, con la baguette come testimone che ti porta su una strada di nuvole e di farina.

Dove mi condurranno questi tedofori della nouvelle cousine? Non lo so, ma per il momento mi lascio guidare, sperando che a Pechino la farcitura di baguette sia riconosciuta specialità olimpica.

Salgo sul metro: accanto a me una ragazza dagli occhi fragranti. Mi guarda mentre faccio una mollica dei miei pensieri e mi siedo esausto.

E ho la sensazione, per la prima volta, di sentire cosa significhi la parola COMPAGNO.

 baguette

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mercoledì, 19 settembre 2007

La Twentieth Century Sussex, su davvero gentile concessione del Morbegno Film Festival (la cui edizione 2007, a proposito, si terrà dal 26 al 30 settembre prossimi - per i dettagli www.zert.it), é lieta di presentarvi Mr Pacman, ora disponibile anche su Youtube (cercare Mr Pacman o foscocasantica).

Ci tengo a ringraziare una volta di più Peter Backus, splendido regista, e Valentina Anzoise, montatrice del cortometraggio.

Grazie anche a Raul Holz, che spero ci legga da Santiago, e Marinella Leone.

Diffondete, se vi garba, il link; postatelo sui vostri blog, se volete. Insomma, grazie per qualsiasi aiuto nella diffusione!!!!

 

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martedì, 18 settembre 2007

Il titolo e' dovuto alla tastiera del computer nuovo.

Anch'essa è sciovinisticamente francese: la A al posto della Q e viceversa; segni di punteggiatura ed accenti che a me pare cambino di posto ogni volta che li cerco.

In compenso, tetragona ad ogni mia richiesta, Sylvie Garnier, della Bnp Paribas, non sembra ancora volermi concedere il lusso del conto corrente.

Ormai ci vediamo quotidianamente. 

Credo che saro' sulla foto del calendario BNP 2008: l'usciere mi saluta con Salus, Monsieur Canovà...

Che devo fare per dimostrarle il mio amore per la Francia?

Una Polaroid con Sarkozy? Sottotitolare in sanscrito la marsigliese? Vendemmiare a Bordeaux gridando in piazza: il Barolo delle Langhe e' una vera merde?

Si accettano suggerimenti! Please, help!

Sylvie, vous ne avez pas honte?

Sylvie, ma nnun te vergogni?

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lunedì, 17 settembre 2007

Perchè non cominciare la settimana con una favola deliziosa? E' l'opera di un caro amico, che ha la penna dolce e luminosa come il Sole di settembre.

Dedicata al piccolo Filippo: è importante abituarsi da subito alle meraviglie della letteratura.

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venerdì, 14 settembre 2007

Crisi economica, recessione, orribile senso di frustrazione? Stress, nervosismo, guerra globale permanente? Invidie, rimorsi, disprezzo, senso di colpa?

Il faudrait essayer d'etre heureux...

Mediocrità? Nevrosi da uomo occidentale? Sindrome da dipendenza informatica? Artificialità di relazioni?

Il faudrait essayer d'etre heureux....

Incapacità di sognare, di guardare alla vita con ironia, di sorridere? Di soffrire, anche non cristianamente, per acquisire consapevolezza di sè?

Il faudrait essayer d'etre heureux...

Banalità, abitudine, noia... Grigio di una vita piatta, sensazione di non poter carpere il diem?

Il faudrait essayer d'etre heureux...

In culo alla maggioranza. In culo agli ipocriti ed agli ignavi.

A chi non ha voglia di crederci o di buttarsi, nella vita; almeno una volta... A chi vuole sapere tutto, sempre, prima di fare una scelta. A chi non ti dice le cose in faccia perchè è più giusto rispettare l'armonia; almeno una volta...

Riabituiamoci sovversivamente alla felicità.

Il faudrait essayer d'etre heureux, ne serait-ce que pour donner l'exemple...

Si dovrebbe essere felici, se non altro per dare l'esempio.

Per il bimbo appena nato

Che di già s’è addormentato

Qualche verso alla rinfusa

Dopo questa lunga attesa:

suoni a festa ogni campana

si festeggi anche a Tirana

urla e canti sulla Senna

ogni alpin drizzi la penna!

Fermi tutti, è nato è nato!

Lo dirò a tutto il creato

Che la vita è senza inghippo

Ora che c’è in più...

 

Filippo!

Tuo zio, mai così infelice di essere in una splendida città come Parigi. Benvenuto e buona fortuna: ti starò accanto quanto posso, per il momento metto un paio di parentesi a farti da culla

(    )

con un apostrofo per dondolarti dolcemente

'

 

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venerdì, 14 settembre 2007

Niente nuvole da una settimana:

la gente dice che la cosa è strana

temperatura sopra i ventitre

brezza gradevole finchè ce n'è.

Lento sul fiume si specchia già un cigno

poca l'invidia per chi sta a Livigno...

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giovedì, 13 settembre 2007

ANSA sulla possibile costruzione di un minareto a Bologna:

«Metto personalmente fin da subito a disposizione del comitato contro la moschea sia me stesso che il mio maiale per una passeggiata sul terreno dove si vorrebbe costruire la moschea».

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N.B. Le agenzie di stampa sono al lavoro per capire se si tratti di una dichiarazione di Calderoli (riferita al suo maiale) o del maiale (riferita a Calderoli)

postato da: sgsondrio alle ore 16:11 | Permalink | commenti
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