venerdì, 31 agosto 2007

Un caro amico mi aveva insegnato ad amare Marcos e la sua abilità nel narrare il mondo. Tutti, in fondo, camminiamo domandando e questo è un pensiero che mi incoraggia sempre.

Domani è una nuova partenza, un altro inizio. Comincia l'avventura parigina e nelle parole che vado scrivendo sento già il treno che mi porterà in Francia sui suoi binari stanchi.

L'Italia mi mancherà: passata la dogana dei miei pensieri, che cosa mi rimane da dichiarare?

Vi voglio bene, buona vita come sempre a tutti

 

postato da: sgsondrio alle ore 18:05 | Permalink | commenti (4)
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giovedì, 30 agosto 2007

Non ho mai avuto modo di incontrarlo personalmente, ma lui è un grande blogger, uno scrittore di raro talento e un poeta di grande sensibilità.

Guardate e godetevi questo corto animato

postato da: sgsondrio alle ore 17:41 | Permalink | commenti (1)
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martedì, 28 agosto 2007

Da una cara amica, ricevo e pubblico

Un gatto distratto

E anche un po’ matto

Dal suo padrone

Ha avuto lo sfratto.

Che fa? Quatto, quatto,

al bieco padrone

propone un ricatto:

ti uccido quel ratto

che sempre, di notte,

rosicchia il prosciutto.

Mi firmi il contratto?

È detto ed è fatto

Defunto quel ratto,

salvato il prosciutto,

padron soddisfatto

contento anche il gatto.

 

postato da: sgsondrio alle ore 10:39 | Permalink | commenti (4)
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giovedì, 23 agosto 2007

Ultimo giorno in Albania.

Me ne vado con la giusta dose di malinconia e un bel gruzzoletto di emozioni, felice di non avere ancora decifrato completamente questo splendido Paese e curioso, dunque, di potere continuare a farlo in un imprecisato futuro.

Tirana e’ una citta’ invisibile di Calvino: potrebbe chiamarsi Folliria. Sono indeciso tra due teorie: secondo una, gli abitanti ogni notte si scambiano i rispettivi appartamenti, di modo che la mattina dopo ti sembra di non riconoscere i passanti per le strade, quasi fosse la prima volta che li incroci; secondo l’altra, invece, Tirana e’ una specie di citta’ girasole, le cui abitazioni, appunto, ruotano continuamente alla ricerca della luce (ed e’ questa, forse, la ragione di tante dissonanze architettoniche).

Qualunque sia la chiave di lettura, comunque, lascio questo Paese in armonia col disordine: stonare, a volte, e’ il miglior modo di riempire un pentagramma.

Kennedy, in un suo famoso sopralluogo ai tempi della cortina di ferro, ebbe a dire Anch'io sono berlinese

Anche per me la metamorfosi e’ compiuta.

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Concludo, dunque, con un nuovo inizio: edhe une jam shqip

Anch'io sono albanese!

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mercoledì, 22 agosto 2007

Ultimi due giorni a Tirana.

Tanta malinconia e la voglia di tornare in Albania. Mi sembra giusto postare un consiglio per chiunque volesse farsi una bella passeggiata nella capitale: non so se la Lonely Planet lo riporta, quindi prendete nota.

Colpisce, infatti, la quantita' davvero smisurata di buche e di tombini aperti, che si presentano all'improvviso mentre stai camminando per strada e che, se sei sovrappensiero o (soprattutto) se manca l'elettricita' ed e' buio, costituiscono davvero un bel problema.

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Se fossi l'Assessore all'Urbanistica, considerando anche il fatto che, a Tirana, spesso non ci sono i numeri sulle case e anche il nome delle vie non e' facilmente distinguibile, dividerei la capitale in 18 zone, quasi fosse un campo da golf: da casa mia a Piazza Skalderbeg, cosi', l'indirizzo sarebbe un comodo par 4.

Venite a Tirana: un buco dove stare lo trovate sempre!

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martedì, 21 agosto 2007

E' incredibile il passaggio da Albania a Montenegro: in pochi chilometri la lingua cambia improvvisamente. Dalle stanche parole albanesi che, spesso, si trascinano in lunghi periodi ariosi con suoni imprevedibili e confusi, si passa ad una parlata secca, piena di fonemi duri e imprigionati.

Guardando il territorio e il contesto sociale, in effetti la cosa non stupisce: l'Albania lunga e stretta si apre al mare ed al vento dell'estate. Nel girare un angolo, le costruzioni crescono come funghi matti uniformemente; il Montenegro, almeno sul litorale, e' invece un continuo susseguirsi di coste frastagliate, fiordi e rientranze rocciose, duri paesaggi che si interrompono bruscamente.

Insomma, da un luogo dove le vocali si allungano stancamente nella frase, quasi a ricordare che c'e' sempre tempo per prendersela comoda, si passa all'estremo opposto, dove sembra che tutti parlino il codice fiscale.

Il problema sta anche nel fatto che, se in Albania molte persone conoscono l'italiano, in Serbia - Montenegro il solo linguaggio universale e' il tedesco.

Cosi', quando cercavamo disperatamente di sapere da Tradojka (la proprietaria del b&b) dove si trovano le spiagge libere in Montenegro, ci siamo avventurati nell'utilizzo dell'espressione FREI BEACHES...

Il volto della simpatica vecchina si e' come illuminato sentendo la prima parola: con una sospetta strizzatina d'occhi e un sorriso eloquente, ci ha indicato dove potevamo trovare cio' che desideravamo.

Aveva capito FREI KULTURE... Vale a dire: persone in costume adamitico.

Questa e' la nuda verita'.

postato da: sgsondrio alle ore 11:55 | Permalink | commenti (4)
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lunedì, 20 agosto 2007

Notizia ANSA: pare che Francesco Violante stia valutando la possibilita' di candidarsi a sindaco di Sondrio. 

La situazione ora e' veramente grammatica

 

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postato da: sgsondrio alle ore 13:05 | Permalink | commenti
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lunedì, 20 agosto 2007

Eccomi di ritorno, dopo qualche giorno di esplorazione dell'Albania e della Serbia Montenegro. Ricomincio ad aggiornare il blog con una storia gustosa che arriva da Berat.

Berat e' una splendida cittadina al centro dell'Albania: e' diventata patrimonio UNESCO perche' conserva, pressoche' intatto, un borgo che risale al dodicesimo secolo, con case e chiese ortodosse incastrate nella roccia meravigliosamente.

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Mentre tornavamo a Tirana, un taxista davvero simpatico ci ha raccontato di un curiosissimo quanto spassoso incidente: la parte musulmana della citta', infatti, e' divisa da quella cristiana da un ponte, stretto stretto, dove si puo' circolare solo in un unico senso.

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Ora e' tempo di matrimoni, in Albania: le strade sono piene di sposini che, in tutta fretta, organizzano sontuose cerimonie prima di rientrare nei luoghi dove sono migrati.

Beh, domenica scorsa due di questi matrimoni sono stati celebrati a Berat. Le due colonne di auto festanti, come una ghirlanda di fiori, hanno cominciato a carosellare per le strade del villaggio, imboccando contemporaneamente il suddetto ponte...

Le coppie di sposini si sono trovate, cosi', a meta', ognuna avanzando la pretesa che fosse l'altro a lasciare il passo. Il problema, pero', e' che in Albania pare che porti male, per una sposa, fare retromarcia con l'auto, quasi che metaforicamente la cosa possa rappresentare un'indecisione o un ripensamento...

Per questo si e' sviluppata una lite, risolta da un poliziotto con metodo pilatesco: una bella monetina lanciata in aria per stabilire quale fosse la colonna ad avere il diritto di guadare il fiume per prima.

Insomma, e vissero tutti felici e contenti.

Finche' ponte non ci separi.

 

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martedì, 14 agosto 2007

Bud, Kris a Mao si sono appena radunati nella terra di Illiria. Inizia la ricerca interiore che mettera' a dura prova i nostri eroi alla ricerca dell'IO.

Scontro tra civilta'? Civilta' dello scontro?

Ai postumi, della sbronza, l'ardua sentenza...

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postato da: sgsondrio alle ore 18:13 | Permalink | commenti (1)
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lunedì, 13 agosto 2007

Arrivati in quella citta’, la confusione ti trascinava dentro, come la polvere ammucchiata, in fretta in fretta, dalla paletta spazientita sul pavimento. Traffico, smog, palazzi come funghi matti che crescono un po’ ovunque: la sensazione piacevole di un caldo disordine umano.

Mentre passeggiavi sotto il Sole afoso, tra i cassonetti arrugginiti ai bordi delle strade, la corrente saltava.

Senza preavviso.

Allora vedevi i piccoli omini, gestori degli alimentari, smaomettare contro qualunque Dio e contro il governo, finalmente uniti nella bestemmia ecumenica ; intere legioni di formaggi battevano in ritirata per l’improvvisa defezione della fanteria frigorifera ; le vecchine che vendevano zucche, sul marciapiede, continuavano invece come se nulla fosse.

Solo un ventaglio ritmava ora la solita indifferenza, quasi che il black out avesse reso il Sole piu’ cocente.

 

Eppure quella citta’ era magica perche’ non solo gli oggetti funzionavano con l’elettricita’:  anche le persone, infatti, sembravano alimentate a batteria.

Cosi’, se stavi ordinando un caffe’ al bar e toglievano la corrente, il cameriere si fermava nell’atto di porgerti la tazzina, e tornava diligente dietro il bancone, a braccia conserte in modalita’ stand-by, in attesa di nuove energie.

Capitava, ancora,  che l’innamorato in procinto di ricevere una risposta dalla sua bella, si trovasse improvvisamente di fronte alle labbra di lei, bloccate, semichiuse, non si sa se sul punto di negarsi o di concedere un bacio liberatore.

Per la citta’ vedevi poi omini per aria, incapaci di controllare il proprio volo scomposto ; o signori distinti che si coprivano la testa con una cuffia fotovoltaica, prima di procedere a singhiozzo per effetto di nuvole passeggere che rallentavano il loro cammino.

I primi passi degli uomini solari o eolici ridavano insomma speranza per un futuro dell’umanita’ finalmente rinnovabile.

C’era chi fingeva normalita’, nella citta’ ad energia intermittente : quando arrivava il black out, si mettevano uno zaino e, ronzando fastidiosamente per le strade, predicavano la funzione rigeneratrice dei generatori.

E ancora, l’impiegato sul punto di essere rimbrottato dal capo, sfruttava la sua batteria al litio per stracciare la lettera che il datore di lavoro, bloccato in una perfetta stasi di licenziamento, impugnava tra le mani.

Nelle poche chiese, trovavi  infine qualche signora, vestita a lutto, inginocchiata mentre pregava e forse pensava tra se’ : l’energia a progetto e’ un viatico sicuro per una salvezza a tempo indeterminato ?

E chi lo sa : affacciato sul balcone, coi gomiti sempre appoggiati ai suoi sogni, il poeta non sembrava scalfito in preda ad un’inerziale malinconia marmorea.

Cosi’, arrivato in quella citta’, cominciavi a comprendere che ne venivi travolto e conquistato, rapito nella musica diversa di un mondo all’incontrario, felice di bloccarti, qualunque cosa tu stessi facendo, nella sospensione di un sogno che hai appena iniz…

P.S. il balkan blog va in leggera pausa. spero di riuscire a postare nei prossimi giorni, baci abbracci buon ferragosto

postato da: sgsondrio alle ore 09:21 | Permalink | commenti (2)
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